Scarpe Cinti: che fine hanno fatto e cosa comprare

Se stai cercando le scarpe Cinti e trovi solo elenchi di negozi che non rispondono al telefono, la risposta breve è questa: il marchio bolognese non ha più né un sito né un e-commerce, e non lo ha da anni. Il dominio ufficiale è irraggiungibile, su Amazon non esiste una sola referenza del marchio, e le uniche Cinti in circolazione sono quelle di seconda mano. Qui sotto trovi cosa è successo davvero — con date e atti, non con voci — e quali marchi coprono oggi la stessa fascia, con i prezzi controllati uno per uno.

Stivaletto biker in pelle nera con borchie e catenelle, scarpe Cinti


Stivaletto biker in pelle nera con fascia intrecciata, borchie e catenelle sul collo del piede: tacco basso e squadrato, il modello che si porta tutto il giorno senza pensarci.

Cosa è successo a Cinti, per fatti

Cinti nasce a Bologna nel 1952 da una bottega di via Toscana, e la stampa locale racconta un marchio arrivato a contare fino a 52 negozi e 240 dipendenti. La società che deteneva i marchi Cinti e Blocco 31 si chiamava TB Holding S.r.l.: viene messa in liquidazione nel giugno 2016 e ammessa ad amministrazione straordinaria nel novembre dello stesso anno.

Attenzione alla parola, perché conta: amministrazione straordinaria non è fallimento. È una procedura pensata per tenere in piedi l’azienda e provare a venderla. Il sito ufficiale della procedura esiste ancora e pubblica relazioni, calendario delle udienze e rassegna stampa: è la fonte più solida su questa vicenda, e chiunque può consultarla.

Nella primavera del 2018 il gruppo viene messo in vendita — dopo il risanamento veniva valutato attorno ai sei milioni di euro secondo un comunicato ripreso dalla procedura stessa — con una gara aperta fino al 9 maggio 2018. In vendita c’erano i marchi Cinti e Blocco 31, il magazzino e la rete di negozi: 34 punti vendita diretti più 5 in franchising. Il 12 giugno arriva una sola offerta formale, quella della catena portoghese Parfois, giudicata però non conforme al bando sulla parte magazzino; viene chiesta al Tribunale di Bologna una proroga di tre mesi.

Da lì in poi la traccia pubblica si interrompe, e l’unico dato certo è quello che si misura da soli: l’archivio del web mostra il sito cinti.it funzionante fino al 20 gennaio 2019, in errore 404 dal 10 febbraio 2019, in errore server per il resto dell’anno, e con l’ultima copia salvata in assoluto il 21 marzo 2020. Oggi il dominio risolve ancora ma non risponde: la connessione va in timeout. Chi ha comprato il ramo d’azienda, e a quali condizioni, non risulta da nessun documento pubblico che si possa consultare: quindi non lo scriviamo.

Le Cinti oggi si trovano solo di seconda mano

Due avvertenze pratiche, per non perdere tempo. La prima: su Amazon.it il marchio non esiste. Cercando “cinti scarpe” la pagina si riempie di cinturini, cinture e cinghie — è la radice della parola che inganna il motore di ricerca, non un assortimento nascosto. Nessun box, nessun link: non c’è niente da comprare.

La seconda: il dominio cinti.com non è il marchio di calzature. Oggi ospita il sito di una società di software: è la trappola in cui cade chi cerca di fretta e poi si domanda perché sulla home non ci siano scarpe.

Restano i portali dell’usato e del second-hand, dove le Cinti circolano ancora perché erano scarpe fatte per durare. Se ne compri un paio lì, valgono le regole di sempre: foto della suola e dell’interno, misura del sottopiede in centimetri chiesta al venditore, e diffidenza verso chi vende “nuovo con scatola” un marchio che non produce da anni.

Decollete con plateau e tacco alto ricoperta di borchie dorate, scarpe Cinti
Décolleté con plateau interamente ricoperta di microborchie dorate: un tacco così alto sta in piedi solo con il plateau sotto la punta, ed è il motivo per cui si cammina meglio di quanto sembri.

Su cosa ripiegare: quattro marchi con i prezzi veri

Chi comprava da Cinti cercava una cosa precisa: uno stivaletto in pelle vera, fatto in modo decente, sotto i 200 euro. Questi sono i quattro marchi che oggi coprono quella richiesta, con prezzi letti sui siti ufficiali a metà agosto 2026.

  • Nero Giardini — la sostituzione più diretta. Stivaletti e tronchetti donna in pelle a listino fra 149,50 e 199,50 euro; sul sito una parte dei modelli è a meno trenta per cento, e lì si scende a 104,50-111,50 euro (un tronchetto in pelle da 159,50 euro sta a 111,50, uno stivaletto in camoscio da 149,50 a 104,50).
  • Frau — nessuno sconto in corso, prezzi pieni: Beatles in pelle lucida nera a 125 euro, in pelle cuoio a 135, in pelle scamosciata con suola chunky a 145, stivaletto con zip a 155. Fascia 125-159 euro.
  • Geox — stivaletti donna da 83,25 a 140 euro; i modelli della nuova stagione stanno fra 120 e 140 (uno stivaletto con lacci in pelle a 130, un biker in nappa a 120). Il texano in camoscio a 83,25 euro è quasi certamente in promozione.
  • Pittarello — la più economica, ma va letta con attenzione: su 250 stivaletti donna in catalogo solo 64 sono in vera pelle o camoscio, il resto è sintetico. Restando sulla pelle si va da 22,90 a 109,90 euro di listino, con saldi che portano un modello con tacco da 62,90 a 50,32 euro e un texano da 90 a 63 euro.

Una precisazione utile: Pittarello e PittaRosso sono due catene diverse, non due grafie della stessa insegna. I prezzi qui sopra sono della prima.

🛍️ Dove comprare

Se cerchi il ricambio più simile alle Cinti, Nero Giardini è la scelta più sicura: pelle dichiarata in scheda, taglie complete e reso semplice. Su Amazon si trovano gli stessi codici del sito ufficiale — stivaletti e Chelsea in pelle e camoscio — spesso sotto il prezzo consigliato.

Vedi gli stivaletti Nero Giardini su Amazon

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Come si sceglie uno stivaletto in pelle che duri

Visto che si riparte da zero, tanto vale ripartire bene. Tre controlli, in ordine di importanza.

La scheda deve dire “pelle”, non “effetto pelle”. È la differenza che separa i 60 euro dai 150, e sui siti seri sta scritta: tomaia in pelle, in camoscio, in nappa. Quando la scheda tace o parla di “materiale sintetico di alta qualità”, stai comprando sintetico.

Guarda la fodera, non solo la tomaia. Una tomaia in pelle con fodera sintetica fa sudare il piede e si deforma prima. Nei modelli fatti bene la fodera è dichiarata a parte.

Il tacco basso e largo dura più di quello sottile. Non è una questione di stile ma di appoggio: su un tacco largo il peso si distribuisce e il sottopiede cede più lentamente. Se ti servono modelli per la stagione fredda, abbiamo raccolto le opzioni in la guida agli stivali donna per l’autunno inverno 2026-2027, mentre per il confronto sui marchi di fascia media restano utili la guida alle scarpe Nero Giardini e quella alle Geox.

Domande frequenti

Le scarpe Cinti si comprano ancora?

No, non da un canale ufficiale. Il sito cinti.it non risponde più: l’archivio del web lo mostra funzionante fino al 20 gennaio 2019 e in errore dal 10 febbraio 2019. Non esiste un e-commerce del marchio e su Amazon.it non c’è nessuna referenza Cinti. Restano solo i portali dell’usato.

Cinti è fallita?

Non risulta un fallimento dichiarato. TB Holding, la società che deteneva i marchi Cinti e Blocco 31, è stata messa in liquidazione nel giugno 2016 e ammessa ad amministrazione straordinaria nel novembre 2016. Nel 2018 il gruppo è stato messo in vendita con una gara pubblica. Sono procedure diverse dal fallimento.

Chi ha comprato il marchio Cinti?

Non c’è un documento pubblico consultabile che lo dica. Alla scadenza della gara, nel giugno 2018, l’unica offerta formale era quella della catena portoghese Parfois, giudicata non conforme al bando sulla parte magazzino, e fu chiesta una proroga. Chi si sia aggiudicato il ramo d’azienda, e quando, non è verificabile.

Quale marchio somiglia di più a Cinti come prezzi e stile?

Nero Giardini è il più vicino: stivaletti e tronchetti in pelle fra 149,50 e 199,50 euro di listino, con una parte del catalogo a meno trenta per cento. Chi vuole spendere meno può guardare Pittarello restando sui modelli in vera pelle, che partono da 22,90 euro; chi cerca una fattura più curata trova Frau fra 125 e 159 euro.

Cinti.com è il sito ufficiale delle scarpe Cinti?

No. Quel dominio oggi ospita il sito di una società di software e non ha alcun rapporto con il marchio di calzature bolognese. Il dominio storico era cinti.it, che oggi non risponde.

Prezzi rilevati ad agosto 2026 sui siti ufficiali dei marchi citati e su Amazon.it; cambiano con i saldi.

Articolo a cura della Redazione di Purse & Co.

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