Come pulire il camoscio senza rovinarlo

Pulire il camoscio si fa quasi tutto a secco: una gomma per togliere la macchia, una spazzola per rialzare il pelo, e l’acqua solo dentro un detergente formulato — mai da sola, mai nel lavandino. È l’opposto di quello che funziona sulla pelle liscia, dove si nutre e si lucida.

Il motivo sta nel materiale. Quel velluto è pelle abrasa apposta, e il pelo che ne esce si sporca, si appiattisce e diventa lucido con lo sfregamento: nessuna crema lo rimette a posto. Si lavora togliendo, non aggiungendo.

Mocassini in camoscio in tre gradazioni di marrone con il pelo vellutato in evidenza


Tre mocassini nella stessa lavorazione, dal cuoio chiaro al testa di moro: sui toni chiari ogni segno si legge prima, ed è lì che la gomma serve più spesso.

Camoscio, nabuk e finto camoscio non sono la stessa cosa

La distinzione cambia il modo di pulirli. La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli, l’ente tecnico italiano del settore conciario, definisce lo scamosciato come una «crosta con superficie esterna abrasa con un effetto vellutato» e il nubuck come «cuoio abraso dal lato fiore in modo da ottenere un effetto vellutato e con grana ancora visibile».

Il camoscio si ricava quindi dal lato interno della pelle e ha il pelo più lungo; il nabuk viene levigato sul lato esterno, quello compatto, e resta con il pelo corto e la grana che si intravede. Saphir prescrive per questo due spazzole diverse, crêpe per il camoscio e setola naturale per il nabuk: su un nabuk una spazzola troppo aggressiva porta via lo strato che gli dà resistenza.

Poi c’è il finto camoscio, e qui succede il danno peggiore. La microfibra tipo Alcantara, secondo il produttore, si passa con «un panno di cotone bianco leggermente inumidito» e, se il rivestimento è sfoderabile, «si consiglia di lavarlo in lavatrice». Istruzioni corrette, per quel materiale. Chi le applica a un paio di stivaletti in camoscio vero li rovina.

La pulizia a secco, e in che ordine

Si comincia dalla gomma, non dalla spazzola. La gomma pane, spiega La Bottega del Calzolaio, è «una tavoletta di gomma da 65 grammi, morbida e friabile, che elimina le macchie dal nabuk e dal camoscio chiaro, senza rovinare il pelo». Va passata con pressione leggera: se spingi, smette di raccogliere lo sporco e comincia a portarsi via il pelo.

Solo dopo arriva la spazzola, e si sceglie in base al colore. Sul camoscio chiaro lo stesso laboratorio consiglia il caucciù, su quello scuro para e ottone, perché l’ottone «pulisce senza graffiare».

Il verso conta quanto lo strumento. Tarrago lo scrive nelle proprie guide, «sempre seguendo la direzione del pelo», e la scheda tecnica del suo rinnovatore mette in fila due passaggi distinti: setole metalliche all’inizio per spolverare, setole di plastica alla fine per la finitura. Spazzolare avanti e indietro come si fa con un tappeto lascia il pelo in disordine, e in controluce si vede.

Superficie in camoscio marrone ripresa da vicino con i segni del pelo in direzioni diverse
Le zone chiare e quelle scure sono lo stesso identico marrone: cambia solo il verso in cui è coricato il pelo.

L’acqua: i calzolai dicono mai, i produttori la mettono nel flacone

Qui le fonti non vanno d’accordo, e la contraddizione dice più di una regola secca. La Bottega del Calzolaio è categorica — «evitare nella maniera più assoluta il contatto diretto con l’acqua sempre e comunque» — e racconta di clienti arrivati in negozio con le scarpe rovinate dopo un lavaggio. Geox, sul proprio sito, scrive che «le calzature non sono progettate per essere lavate in acqua o con altri detergenti».

Salvo che Saphir, per il detergente Omni’Nettoyant, prescrive il contrario: si usa puro «o diluito in un piccolo recipiente con al massimo il 50% di acqua», poi si risciacqua la spazzola con acqua e si torna a spazzolare per togliere sporco e schiuma.

Non stanno parlando della stessa cosa. Un conto è l’acqua dosata dentro una formula con tensioattivi, che asciuga in tempi previsti; un altro è bagnare il camoscio e basta. Per la pioggia il consiglio dei negozianti è di non fare niente in fretta: lasciare asciugare all’aria, lontano dal calore, e rispazzolare da asciutte. L’immersione e la lavatrice non le difende nessuno.

Le macchie che capitano davvero

Contro aloni e macchie d’acqua la sequenza è banale: si tampona l’eccesso con un panno asciutto senza strofinare, si lascia asciugare all’aria, si spazzola per rinnovare la superficie. Sull’unto valgono la gomma di para, di caucciù o la gomma pane, seguite dalla spazzola. Il sale delle strade è un capitolo a parte, perché l’alone bianco non si comporta come una macchia qualsiasi: ne abbiamo scritto in come togliere le macchie di sale dalle scarpe in pelle.

Sui rimedi da dispensa conviene essere precisi su chi dice cosa. Borotalco, bicarbonato, aceto bianco e amido di mais compaiono spesso nelle guide online. Nelle istruzioni ufficiali di Collonil, Saphir, Tarrago e Kaps non se ne parla mai: quei marchi rimandano soltanto ai propri prodotti.

Stivaletto in camoscio marrone con la punta consumata appoggiato a una staccionata di legno
La punta più chiara e lucida è pelo consumato dall’uso, non una macchia: lì la spazzola recupera qualcosa, il detergente no.

Proteggerlo prima serve più che pulirlo dopo

Lo spray idrorepellente si mette da nuove, ed è la differenza fra una macchia che si spazzola via e una che entra nel pelo. Collonil, per il suo Nubuk + Velours, indica di spruzzare da 20 centimetri per ottenere una nebulizzazione fine e uniforme, di dare almeno tre passate leggere prima del primo utilizzo e di rinnovare il trattamento dopo circa 8-10 volte che le hai portate. Tarrago, sulla scheda del proprio rinnovatore, dà la stessa distanza e chiede 10 minuti di asciugatura prima di spazzolare di nuovo.

Su come si sceglie il prodotto e ogni quanto si ripete abbiamo una guida a parte, come impermeabilizzare scarpe e stivali in pelle d’inverno. Qui basta una precauzione che tutti ripetono e quasi nessuno rispetta: prova su una zona nascosta, l’interno del gambale o il retro della linguetta, prima di spruzzare su tutta la scarpa.

🛍️ Cosa serve per farlo

Sono due passaggi diversi e servono due cose diverse: una gomma a secco per togliere, uno spray per proteggere quello che hai appena pulito.

Gomma Kaps per camoscio e nabuk — la pulizia a secco

Tarrago rinnovatore camoscio e nabuk incolore — protegge senza cambiare tono

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Asciugatura e conservazione, borse comprese

Sul calore non c’è una voce fuori dal coro: phon e termosifone sono esclusi da tutti, Saphir chiede sei ore di asciugatura lontano dal sole e dal calore dopo il suo detergente, Geox raccomanda di non esporre le scarpe bagnate alla luce diretta. Mentre asciugano vanno riempite di carta, così mantengono la forma e cedono l’umidità in eccesso, e poi si conservano in un ambiente asciutto e ventilato — non nella scatola sigillata in cantina.

Mocassini in camoscio marrone scuro indossati su un gradino bianco
Sul camoscio scuro gli aloni si notano meno, ma il pelo appiattito sul collo del piede resta visibile: è la zona che si piega a ogni passo.

Per una borsa la sostanza è la stessa e la pratica cambia. Il camoscio esterno si tratta con gomma e spazzola come su una scarpa; il problema in più è che una borsa passa mesi ferma in un armadio, schiacciata da quelle accanto, e il pelo si appiattisce nei punti di pressione. Riempila di carta e tienila in un sacchetto di cotone, mai nella plastica. Se il modello mescola camoscio e pelle liscia, per la seconda valgono le regole di pulizia e conservazione della pelle.

Domande frequenti

Si può lavare il camoscio in lavatrice?

No, e su questo le fonti concordano. Geox scrive che le calzature non sono progettate per essere lavate in acqua o con altri detergenti, e i laboratori di riparazione raccontano di scarpe portate in negozio rovinate proprio dopo un lavaggio.

Che differenza c’è fra camoscio e nabuk?

Il lato della pelle che viene abraso. La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli definisce lo scamosciato come una crosta con la superficie esterna abrasa e il nubuck come cuoio abraso dal lato fiore, con la grana ancora visibile. In pratica il camoscio ha il pelo più lungo, il nabuk più corto e uno strato più compatto sotto.

Le scarpe di camoscio si sono bagnate sotto la pioggia: sono rovinate?

Quasi mai. Si tampona l’acqua con un panno asciutto senza strofinare, si riempiono di carta e si lasciano asciugare all’aria, lontano da termosifoni e phon. Da completamente asciutte si spazzola, il pelo si rialza e l’alone in genere sparisce.

Il borotalco toglie le macchie di unto dal camoscio?

È un rimedio che circola nelle guide online, non nelle istruzioni dei produttori di prodotti per la cura, che non lo nominano mai. Quello che tutti indicano è la gomma a secco, passata leggera.

Articolo a cura della Redazione di Purse & Co.

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