L’abbigliamento Duck Farm nuovo, oggi, non si compra: la linea giovane di Fixdesign non ha più un catalogo online, e chi cerca il marchio finisce su pagine di rivenditori che dichiarano zero prodotti. Non è una collezione esaurita, è un marchio fermo. Qui sotto trovi cosa era davvero Duck Farm, come si riconosce un capo autentico, dove si trova ancora e cosa cercare adesso se ti piaceva quello stile.

Il marchio è fermo, e non da ieri
Partiamo dalla cosa che serve sapere prima di tutte. Il vecchio indirizzo fixdesign.it è un dominio parcheggiato, messo in vendita: le copie archiviate mostrano un sito vivo fino alla primavera del 2019, poi pagine non trovate e infine la schermata di parcheggio. Il secondo indirizzo, fixdesignofficial.it, ha le ultime catture archiviate fra dicembre 2024 e febbraio 2025, e già allora rispondeva con un errore del server.
Il marchio Fix Design compare oggi nel catalogo di un’agenzia di licensing, Brand Oasi, in una pagina intitolata «Fix Design è disponibile in licenza»: le categorie già concesse sono intimo classico e pigiameria. Di Duck Farm, lì, non si parla. Sui rivenditori che avevano una scheda dedicata al marchio la situazione è la stessa ovunque: la pagina esiste, l’elenco è vuoto. Nessuna fonte di stampa documenta un fallimento, quindi non lo scriviamo: quello che si può dire con certezza è che da anni non esce una collezione nuova.
Com’erano fatti i capi
Duck Farm nasce come la costola sbarazzina di Fixdesign, quella pensata per le ragazze poco più che ventenni. Il registro era volutamente leggero: stampe, applicazioni, balze, volant e un continuo rimando allo stile college e al gusto anni Cinquanta, lo stesso da cui arrivava la linea principale.
Concretamente significava t-shirt di cotone con personaggi dei cartoni, gonne corte a balze in tartan, gilet e piumini imbottiti con il bordo in pelo sul cappuccio, felpe, maglioni a trecce. Tessuti ordinari e ben lavorati, nessuna pretesa di lusso: erano capi da tutti i giorni per chi voleva vestirsi in modo riconoscibile spendendo poco.

La papera, e come si riconosce un capo autentico
Il simbolo del marchio è una papera stilizzata, e nei capi appare quasi sempre in piccolo: ricamata o applicata sul petto, oppure in basso sul fianco, vicino all’orlo. È un logo discreto, mai stampato grande sul davanti — se vedi una papera enorme al centro di una felpa, il dubbio è legittimo.
L’altro punto da controllare è l’etichetta interna: i capi Duck Farm portano il riferimento a Fixdesign, l’azienda che li produceva. Su un usato, però, il rischio vero non è il falso: nessuno si mette a contraffare un marchio fermo da anni e mai finito nella fascia alta. Il rischio è lo stato di conservazione, e su questo il venditore va interrogato — foto delle ascelle, dei polsini e delle cuciture sotto la manica, non solo la posa frontale.
Dove si trova oggi
Il canale che funziona è il second-hand, e funziona meglio di quanto ci si aspetti da un marchio uscito di scena. Vinted ha una pagina di marca dedicata a Duck Farm, quindi puoi salvare la ricerca e farti avvisare quando entra qualcosa. Su eBay.it esiste una categoria di abbigliamento donna del marchio, e su Subito.it gli annunci compaiono con regolarità. Restano poi i mercatini dell’usato fisici, dove i capi Duck Farm finiscono spesso nel reparto ragazza per via delle taglie piccole.
Sul prezzo non c’è un listino da riportare: nel second-hand la cifra la fa chi vende, cambia da annuncio ad annuncio e dipende soprattutto dalle condizioni. Se ti interessa il confronto storico, avevamo raccolto i prezzi del catalogo Fix Design di allora (scheda d’archivio, cifre non più attuali).
Fixdesign, il gruppo che c’era dietro
Vale la pena ricordare quanto fosse grosso il progetto, perché aiuta a capire quanti capi siano in circolazione. In un articolo di ADC Group del 22 ottobre 2012 l’azienda dichiarava di chiudere l’anno con un fatturato consolidato di 80 milioni di euro e di aver investito 12,8 milioni in comunicazione, con una presenza in Italia in oltre 300 negozi e Gianmarco Maggiulli come amministratore delegato. I marchi del gruppo erano quattro: Fixdesign, Duck Farm, DlinDolls e Fixdesign Horse Riding. Duck Farm, si legge lì, era pensato per giovani fra i 18 e i 24 anni.
Se ti piaceva quello stile, cosa cercare adesso
Lo stile college non è mai andato via, è solo cambiato di indirizzo. Il maglione a trecce con lo scollo a V è tornato ovunque: guarda le forme e i materiali nella nostra guida ai maglioni e dolcevita da donna per l’inverno, dove trovi anche la differenza fra le lane che valgono la spesa e quelle che pillano subito. Se invece cercavi il cardigan bordato, quello con i bottoni, la scelta e i prezzi stanno nella guida ai cardigan da donna.
Per il resto del corredo — gonne a quadri, gilet imbottiti, felpe con stampa — la catena che oggi copre meglio quella fascia di prezzo è Zara: nella nostra guida alla collezione autunno inverno di Zara ci sono i prezzi reparto per reparto, così capisci subito cosa rientra nel budget che avevi in mente.
Domande frequenti
Duck Farm esiste ancora?
Come marchio esiste, ma non ha una collezione in vendita: i siti di Fixdesign non sono più attivi e i rivenditori che avevano una scheda dedicata la mostrano vuota. Nessuna fonte documenta un fallimento, semplicemente da anni non esce una collezione nuova.
Come si riconosce un capo Duck Farm originale?
Dalla papera stilizzata, che compare in piccolo sul petto o in basso sul fianco, e dall’etichetta interna che rimanda a Fixdesign. Un logo grande stampato al centro del capo non è nello stile del marchio.
Dove si comprano i capi Duck Farm oggi?
Solo di seconda mano: Vinted ha una pagina di marca dedicata, eBay.it una categoria di abbigliamento donna e su Subito.it gli annunci compaiono con regolarità. Nel second-hand il prezzo lo fa chi vende, non un listino.
Che differenza c’era fra Duck Farm e Fix Design?
Fix Design era la linea principale, Duck Farm la costola più giovane dello stesso gruppo, pensata per le ventenni. Gli altri marchi erano DlinDolls e Fixdesign Horse Riding.
Articolo a cura della Redazione di Purse & Co.
Divulgazione: questo articolo può contenere link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link, Purse & Co può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.