I cappotti Marella stanno fra i 275 e i 585 euro, cioè circa un quarto di quello che costa un cappotto della linea principale Max Mara. Ed è un confronto legittimo, perché i due marchi appartengono allo stesso gruppo. La differenza non è nel taglio o nel gusto: è quasi tutta nella composizione del tessuto, e si legge in etichetta. Qui sotto trovi i modelli della stagione con i prezzi presi sulle schede ufficiali, come cambia il tessuto salendo di fascia, che taglia prendere e come far durare un cappotto di lana.

Divulgazione: questo articolo può contenere link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link, Purse & Co può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Dove sta Marella nella famiglia Max Mara
Marella nasce nel 1976 come collezione e diventa una società indipendente nel 1988, dentro il Max Mara Fashion Group fondato a Reggio Emilia nel 1951 da Achille Maramotti. Una precisazione doverosa: le cifre che si leggono spesso associate al nome — circa due miliardi di fatturato, oltre 2.700 negozi monomarca in 105 paesi — sono del gruppo intero, non di Marella. I numeri del singolo marchio non sono pubblici.
Sul posizionamento, invece, i prezzi parlano chiaro. Confrontando i listini dei siti ufficiali dei marchi del gruppo ad agosto 2026, un cappotto costa: da 1.600 a 3.800 euro da Max Mara linea principale, dai 449 ai 749 da Weekend Max Mara, dai 275 ai 585 da Marella, dai 229 ai 389 da Pennyblack, dai 199 ai 419 da iBlues. Marella sta appena sotto Weekend Max Mara e sopra Pennyblack e iBlues: è la fascia in cui si trova ancora la lana vera senza arrivare a quattro cifre.
I cappotti della stagione e i prezzi
Attenzione a una cosa, se ci arrivi ad agosto: sul sito convivono i saldi della primavera estate e i capispalla nuovi dell’autunno inverno 2026-2027, già online a prezzo pieno. Questi sono i secondi, con i prezzi letti sulle schede prodotto.
- Cappotto in lana e cashmere, drap monopetto con revers, tasche a filetto e spacco dietro: 585 euro.
- Cappotto in double di pura lana, colore senape: 530 euro.
- Cappotto doppiopetto in lana e cashmere, nero: 485 euro.
- Trench in nappa, marrone: 495 euro.
- Bomber in drap di lana e cashmere, cognac: 435 euro.
- Blazer in double di pura lana: 420 euro.
- Giaccone in double di misto lana: 395 euro.
- Blouson in pura lana, nero: 395 euro.
- Cappotto in resca bouclé, panna: 370 euro.
- Cappotto animalier: 275 euro.
La maggior parte dell’assortimento sta fra i 370 e i 530 euro. I capispalla più leggeri partono più in basso, dai 219 euro del blouson a collo alto. I piumini, invece, sono appena due referenze e in questo momento sono entrambe in saldo.
Il prezzo segue la composizione, non il modello
Questa è la parte che conviene leggere prima di scegliere, perché spiega perché due cappotti apparentemente simili costano duecento euro di differenza. Leggendo le schede una per una, escono tre fasce nette:
- Sopra i 480 euro: 90% lana vergine e 10% cashmere, oppure 100% lana vergine sui modelli in double.
- Intorno ai 400 euro: 80% lana e 20% poliammide, oppure 70% lana e 30% poliestere.
- Sotto i 400 euro: si scende al 55% di lana con altre quattro fibre di supporto sul bouclé, fino al 50 e 50 con il poliestere sui trench più corti.
La dicitura «lana vergine» non è un vezzo pubblicitario: il regolamento europeo la riserva alla fibra mai incorporata prima in un prodotto finito e non danneggiata da lavorazioni precedenti. I cappotti Marella da 485 euro in su la dichiarano; quelli al 70/30 e al 50/50 dichiarano solo “lana”. È una differenza normativa reale, e si sente sulla mano del tessuto.
Sul misto lana c’è un luogo comune da smontare: non è vero che faccia più pallini della lana pura. Li fa uguale, ma non li perde. Le fibre sintetiche sono più tenaci — il nylon lo è da due a cinque volte più della lana — e i pallini, una volta formati, restano attaccati, mentre sulla lana pura tendono a staccarsi da soli. Il poliestere si aggiunge per resistere all’abrasione e per abbassare il prezzo, non per scaldare di più.

Double, drap, bouclé: capire i nomi
Nelle schede Marella ricorrono tre parole che vale la pena distinguere.
Il double è un tessuto a doppio strato tenuto insieme da una terza trama di legatura, che si può separare: proprio per questo i capi in double si fanno senza fodera e si rifiniscono a mano su orli e cuciture. Non è la stessa cosa del double face, che è reversibile e non separabile. Nelle schede Marella lo si vede benissimo: i modelli in double non dichiarano fodera, quelli in drap di lana e cashmere sì.
Il drap, o panno, è lana follata e pressata oppure garzata e lucidata: è il tessuto compatto del cappotto classico.
Il bouclé ha l’irregolarità dentro il filo, ritorto ad anelli, e non va confuso con il teddy, dove il filo è normale e l’effetto peloso viene da un pelo eretto su un fondo a maglia, di solito in poliestere.
Fra doppiopetto e monopetto, infine, la differenza di calore esiste ma è piccola: le tabelle di isolamento derivate dalle norme sul comfort termico danno al doppiopetto qualche centesimo di clo in più a parità di spessore, grazie agli strati sovrapposti sul davanti. Sceglilo per la linea, non per i gradi.
Che taglia prendere
Marella usa la taglia italiana, dal 36 al 48, con alcuni modelli fino al 50. La tabella ufficiale, che l’azienda stessa definisce indicativa, associa alla 40 un torace di 85-86 cm e fianchi di 93-94; alla 42 un torace di 87-90 e fianchi di 95-98; alla 44 un torace di 91-93 e fianchi di 99-101.
Sulla vestibilità non esiste una regola di marchio: la guida taglie contiene solo misure corporee, e l’unica indicazione affidabile è il campo “Fit” della singola scheda, che dichiara per esempio “regolare” sul cappotto in lana e cashmere ed esplicitamente “oversize” dove il taglio è ampio. Chiunque scriva che “Marella veste true to size” lo sta deducendo, non leggendo. Se prevedi di portarci sotto una giacca, guarda la circonferenza torace della tabella e aggiungi il margine tu.
Come far durare un cappotto di lana
Prima cosa, verificata su tutte le etichette che abbiamo letto: nessun cappotto Marella è lavabile in casa. L’etichetta impone lavaggio a secco delicato in percloroetilene, niente acqua, niente asciugatrice, ferro tiepido al massimo a 120 gradi. È la norma per i capi in tessuto a telaio, mentre la maglieria si lava a mano.
Il resto è manutenzione quotidiana, e conta più del lavaggio: spazzolare dopo l’uso con una spazzola morbida nel senso della lunghezza, far riposare il capo ventiquattro ore prima di rimetterlo perché la fibra recuperi elasticità, appenderlo su una gruccia sagomata o imbottita (i maglioni invece si piegano). I pallini si tolgono a mano se sono pochi, oppure con un rasa-pelucchi a batteria.
Sul cambio di stagione, una nota che stona con l’abitudine di tutti: secondo le ricerche di English Heritage lavanda e palline di cedro hanno un effetto limitato nel tempo e nessun effetto sulle larve, che sono quelle che mangiano la lana. Quello che funziona davvero è riporre il capo pulito, perché sono le macchie di cibo e i grassi corporei ad attirare le tarme.
🛍️ Dove comprare i cappotti Marella
Su Amazon trovi una buona scelta di cappotti e giacche Marella, comoda per confrontare modelli, taglie e prezzi da casa:
Vedi i cappotti Marella su Amazon
Link affiliato: se acquisti tramite questo link, Purse & Co può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Da leggere anche
- Cappotti autunno inverno 2026-2027: modelli, colori e come sceglierli, per capire quali forme si portano questa stagione.
- I cappotti Max Mara, se vuoi vedere com’è fatto il gradino sopra dello stesso gruppo.
- Piumini Herno: modelli, prezzi e come sceglierli, se stai valutando l’imbottito al posto della lana.
Domande frequenti
Quanto costa un cappotto Marella?
I cappotti della nuova stagione stanno fra i 275 e i 585 euro, con la maggior parte dell’assortimento fra i 370 e i 530. I capispalla più leggeri, come blouson e bomber, partono da circa 219 euro.
Marella è dello stesso gruppo di Max Mara?
Sì. Marella nasce come collezione nel 1976 e diventa società indipendente nel 1988 all’interno del Max Mara Fashion Group, fondato a Reggio Emilia nel 1951 da Achille Maramotti. I dati di fatturato e di rete negozi che circolano si riferiscono al gruppo, non al singolo marchio.
Che differenza c’è fra lana e lana vergine?
La lana vergine è, per definizione del regolamento europeo, fibra mai incorporata prima in un prodotto finito e non danneggiata da lavorazioni precedenti. Sui cappotti Marella la dicitura compare dai 485 euro in su, insieme al cashmere; i modelli con più poliestere dichiarano solo lana.
Che taglia prendere sui cappotti Marella?
La scala è italiana, dal 36 al 48 e su alcuni modelli fino al 50. La tabella ufficiale associa alla 42 un torace di 87-90 centimetri e fianchi di 95-98. Non esiste una regola di vestibilità valida per tutto il marchio: va guardato il campo Fit della singola scheda, che indica se il modello è regolare o oversize.
Si può lavare in casa un cappotto Marella?
No. Tutte le etichette dei cappotti impongono lavaggio a secco delicato in percloroetilene, senza acqua e senza asciugatrice, con ferro tiepido a un massimo di 120 gradi. Fra un lavaggio e l’altro basta spazzolare il capo nel senso della lunghezza e farlo riposare ventiquattro ore.
Prezzi rilevati sul sito ufficiale ad agosto 2026, con i saldi della stagione precedente ancora attivi accanto ai capi nuovi: verifica sempre il prezzo del giorno. Articolo a cura della Redazione di Purse & Co.