Colore dei capelli: come scegliere quello giusto

Scegliere il colore dei capelli partendo da una foto è il modo più rapido per pentirsene: la stessa tinta su due teste diverse dà due risultati che non si somigliano. A decidere sono il sottotono della pelle e quanto sei disposta a tornare dal parrucchiere. Un castano caramello regge quattro mesi fra un appuntamento e l’altro; un platino su base scura chiede il ritocco ogni quattro settimane. Qui trovi come capire il tuo sottotono, cosa costa ogni famiglia di colore e i rischi che nessuna confezione racconta.

Capelli nero corvino su taglio corto pixie con frangia lunga di lato
Nero corvino su pelle chiara e occhi azzurri: il contrasto funziona proprio perché il sottotono è freddo. Su un incarnato dorato lo stesso nero indurisce i lineamenti invece di illuminarli.

Il sottotono viene prima del colore

Il sottotono è la sfumatura di fondo della pelle, e non cambia con l’abbronzatura. Quattro prove veloci, a viso struccato e in luce naturale.

  • Le vene del polso: blu o viola indicano un sottotono freddo, verdi uno caldo, un misto indistinguibile un neutro.
  • Il gioiello: accosta al viso una catenina d’oro e una d’argento. Se l’oro illumina sei calda, se lo fa l’argento sei fredda.
  • Il sole: chi si scotta prima di abbronzarsi ha di norma un sottotono freddo, chi diventa dorato senza bruciarsi un sottotono caldo.
  • Il foglio bianco: tieni un foglio bianco puro sotto il mento davanti a una finestra. Se la pelle vira al giallo o al pesca è calda, se vira al rosa è fredda.

Nessuno è infallibile, e il primo meno degli altri: al freddo le vene appaiono più blu anche su una pelle calda. Falli tutti e quattro e fidati della maggioranza.

La corrispondenza poi è semplice: cenere, borgogna e nero freddo sui sottotoni freddi; dorato, rame e mogano su quelli caldi. È il consenso dei colorist, non un dato di laboratorio.

Le quattro famiglie, e quanto impegnano davvero

Il colore che scegli decide anche il tuo calendario e il tuo budget dei prossimi due anni. I capelli crescono in media un centimetro al mese, e quel centimetro è l’orologio di tutta la faccenda.

Nero corvino. Non sbiadisce quasi mai, perché le molecole sono piccole e penetrano a fondo. Il problema è l’uscita: è la tinta più difficile da togliere, e per tornare indietro servono tre o quattro appuntamenti. Ritocco ogni quattro-sei settimane, perché il contrasto con la radice si vede subito — motivo per cui funziona bene sui tagli corti, dove la ricrescita è meno evidente.

Capelli castano dorato caramello lunghi e mossi con riflessi chiari
Castano dorato con riflessi caramello, schiariti soprattutto sulle lunghezze. Lasciando la radice sul tono naturale non si forma la riga netta, ed è per questo che regge molto più a lungo delle meches.

Castano dorato e caramello. La famiglia meno impegnativa, e il numero lo dice meglio di qualsiasi aggettivo: un balayage si ritocca ogni dieci-sedici settimane, contro le sei-otto delle meches in stagnola, perché lascia le radici volutamente scure e non crea uno stacco da correggere.

Biondo platino. Il colore più esigente in assoluto. Il ritocco è ogni quattro settimane e oltre le sei non è più un ritocco, è una correzione. Non sbiadisce ma ingiallisce, e serve un tonalizzante ogni quattro-sei settimane in aggiunta.

Rosso ramato e albicocca. Sbiadisce più di tutti gli altri, e secondo Wella Professionals dipende dalle molecole di pigmento rosso, più grandi e quindi meno stabili nella corteccia. Si difende lavando due o tre volte a settimana, con acqua fredda e senza solfati. Su una pelle fredda e tendente al rosato, però, il rame accentua l’arrossamento invece di illuminarlo.

Capelli biondo ramato albicocca lunghi e mossi con radici più scure
Il ramato albicocca, con la radice lasciata più scura: è un accorgimento che allunga i tempi fra un appuntamento e l’altro, perché la ricrescita non stacca.

Il platino su base scura, in numeri

Il platino è il livello 10 della scala, una base bruna scura il 2 o il 3: sette o otto livelli da schiarire, quando il massimo consigliato in una sola seduta è quattro, con due-quattro settimane di attesa fra una e l’altra. Dal nero al platino servono realisticamente dai sei ai dodici mesi.

Il costo non è solo di tempo. Uno studio su Applied Microscopy del 2024 ha osservato al microscopio capelli dopo tre cicli di decolorazione: cuticola spezzata, nei casi peggiori asportata del tutto, e vuoti dentro il fusto. C’è poi un rischio più raro ma serio, le ustioni chimiche del cuoio capelluto, documentate anche in salone. Se il decolorante brucia, va tolto.

Quanto costa, in casa e dal parrucchiere

Se fai da te vale la regola dei due livelli, che i produttori ripetono da anni: una tinta da supermercato lavora bene entro due toni dal tuo colore attuale. Da castano medio arrivi a biondo scuro; oltre, emergono i pigmenti sottostanti che nessun colorante da casa neutralizza, e il risultato è l’arancione. Una confezione costa fra i 6 e i 13 euro.

In salone i listini pubblicati dai parrucchieri italiani — come questo, di una catena milanese — raccontano fasce piuttosto larghe: colore monocolore da 25 a 60 euro, ritocco della ricrescita fra 38 e 47, tonalizzazione fra 15 e 40, decolorazione fra 36 e 100, balayage da 30 a 170. Taglio e piega sono quasi sempre voci a parte: quando confronti due preventivi, controlla cosa c’è dentro. Il conto lo trovi anche nella nostra scheda su quanto costa un balayage e come funziona.

Permanente, tono su tono o henné

La tinta permanente alza il pH, solleva la cuticola e forma il pigmento dentro la corteccia: resta fino alla ricrescita ed è l’unica che copre i bianchi in modo pieno. Il tono su tono, senza ammoniaca, dura fino a ventiquattro shampoo secondo i produttori e sui bianchi fa un effetto velato. Il semipermanente si ferma in superficie, dura sei-dodici lavaggi e sui bianchi non fa quasi nulla.

Sull’henné la distinzione che conta non è fra naturale e chimico, ma fra puro e composto. Il secondo contiene sali metallici — piombo, argento, rame — che a contatto con perossido e ammoniaca reagiscono: il capello si scalda, fuma e può spezzarsi. Se hai usato un henné di composizione ignota, dillo al parrucchiere prima che tocchi qualsiasi cosa.

Capelli biondo platino lunghi con riga centrale e radici leggermente più scure
Platino su pelle chiarissima. Guarda la riga centrale: la radice appena più scura si vede già dopo poche settimane, ed è la ragione per cui questo colore non ammette ritardi sul ritocco.

Allergie: cosa dice la legge, e cosa non dice

Le tinture per capelli sono regolate in Europa dal Regolamento (CE) 1223/2009 sui prodotti cosmetici, che elenca sostanze vietate e sostanze ammesse con limiti. La parafenilendiammina, la famigerata PPD, non è vietata: è consentita fino al 2% e resta la principale responsabile delle reazioni allergiche. Sulle confezioni l’avvertenza sulle allergie e il divieto sotto i 16 anni sono obbligatori per legge.

Sul test preventivo la situazione è meno rassicurante di quanto suggerisca la confezione: il comitato scientifico europeo, nel parere del 2019, non lo avalla come strumento di allarme, per il rischio di falsi negativi in chi è già sensibilizzato. Farlo resta comunque sensato — dietro l’orecchio o alla piega del gomito, 48 ore prima, a zona scoperta — e i primi segnali arrivano dalle palpebre e dalle orecchie, non dal cuoio capelluto. Se cercavi un cambio senza tinta, restano i modi per cambiare aspetto lavorando sulla piega.

🛍️ Dove comprare

Il fai da te ha senso dentro i due livelli di differenza, e online almeno l’INCI e le recensioni si leggono prima di ordinare. Insieme alla tinta serve quasi sempre lo shampoo antigiallo, che in profumeria costa di più.

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Prezzi rilevati ad agosto 2026 sui listini pubblicati online da saloni italiani.

Domande frequenti

Come capisco quale colore di capelli mi sta bene?

Parti dal sottotono della pelle, non dalla moda. Cenere, borgogna e nero freddo stanno bene sui sottotoni freddi; dorato, rame e mogano su quelli caldi. Per capire il tuo, fai il test delle vene, del gioiello, del sole e del foglio bianco.

Quanto costa fare il colore dal parrucchiere?

Sui listini italiani pubblicati online un colore monocolore va da 25 a 60 euro, il ritocco della ricrescita da 38 a 47, la tonalizzazione da 15 a 40 e un balayage da 30 a 170 euro. Taglio e piega sono quasi sempre voci separate.

Ogni quanto va rifatta la ricrescita?

Dipende dal colore. Il biondo platino ogni quattro settimane, il nero corvino ogni quattro-sei per via del contrasto, mentre un balayage caramello regge dalle dieci alle sedici settimane perché la radice resta scura.

Posso passare dal castano al biondo platino in casa?

No. Da una base scura servono sette o otto livelli di schiaritura, e in una sola seduta non se ne fanno più di quattro, con due-quattro settimane di pausa fra una e l’altra. Il percorso completo richiede dai sei ai dodici mesi ed è lavoro da salone.

Articolo a cura della Redazione di Purse & Co.

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